sabato 13 aprile 2013

Fabrizio ovvero il "punitore di sè stesso" di terenziana memoria.

A volte appare incredibile come le persone, nel momento stesso in cui riescono a salire in sella all'assai riottoso attimo propizio, si facciano disarcionare, appena un secondo prima della vittoria, con deprecabile alloccagine.
Ma come? Tu, Fabrizio Barca, "hai il piacere" di essere un George Clooney de noantri idolatrato come Immagine imperante richiede da tutto il caravanserraglio delle S.S. (Società Specchio) in cui ci tocca, nostro malgrado, vivere; sei riuscito comunque, tenero virgulto appena (quasi) sessantenne, a entrare nella stanza dei bottoni sia pure in un ministero tecnico che hanno provveduto ben bene a fottere, ex ante e non ex post come normalmente fanno, del portafoglio; sei stato, cum magno gaudio, nomato dal Miccichè (uno che "si porta" nell'affollatissimo partito dell'inciucio) "il Bravissimo"; hai avuto anche l'acutezza di scrivere dei saggi sulla storia del capitalismo che ci ha resi tutti, il capitalismo, aventi diritto ad una partita IVA al sole.... Ebbene, malgrado 'sto po'po' di sciorta (trad. lett. napoletano-italiano: fortuna) che ti è capitato così, tra capo e collo, nonostante  'sti natali illustri, nobilissimi e perfetti da fare invidia a Principi Reali, che mai mi combini, Fabrizietto bello? 
Vai in una trasmissione radiofonica e, alla domanda ("Ma lei è comunista?") di un ammammaloccuto intervistatore che non crede alle proprie orecchie, che minchia ti salta in testa di rispondere?
Come dici? Non ti ricordi? Arisentiti, Fabrì, fammi il piacere!
"Berlusconi (che ha bocciato la tua candidatura per ben tre volte...e ce credo, co' 'sta tara ideologica grande come un sorcio che ti deturpa il pedigree!) mi chiede:<Ma lei è davvero comunista?>
E io, prontamente:<Le confesso, - ammetto - Presidente, che è una malattia di famiglia per la quale non esiste assolutamente cura.>
Eh, no, Fabri', e dillo che sei proprio masochista, allora, e famola finita!