martedì 23 aprile 2013

SuperSantòs.



Caracolla il Super Santos sotto il cortile di casa. 

Sono troppo piccolo e scarso per poterlo dominare. Posso solo subirlo…in porta, anche questa volta, a cercar di parare le traiettorie dei guaglioni con le scarpette.

Caracolla il Super Santos sulla spiaggia dell'adolescenza. 

Tra signore unte che biascicano proteste, mi cimento in rovesciate di muscoli incoscienti, strafottente nel volermi piacere e nel catturare l'attenzione.

Caracolla il Super Santos in ogni pallone di cuoio del giovedì di calcetto. 

Una finta, un goal, un dribbling allo stress quotidiano e alla fatica di vivere.

Caracolla il Super Santos lungo i giardini del parco. 

Vedo i primi tiri sconclusionati di mio figlio e mi danno l'anima per la sua inettitudine (Avrà preso sicuramente dalla mamma!).

Caracolla il Super Santos in qualche intercapedine della mente di me, ormai, vecchio morente. 

Rivedo in un campo di luce i guaglioni con le scarpette, le rovesciate irriverenti, i giovedì del calcetto, i teneri approcci del piccolo Antonio.

Caracolla il Super Santos..."Eh no, patti chiari almeno qui: io, in porta, non esiste proprio!”

<Jamm bell', San Matte’, pass' 'o SuperSantòs!>