martedì 11 febbraio 2014

(I)Tra le pieghe di un sorriso di Vincenzo Benvenuto.


<Guarda, vedi qua! Non si capisce niente:munnezza a destra, munnezza a sinistra…viviamo nell’epoca della munnezza, non ci stanno santi! Tra un poco, accanto ai segnali stradali, dovranno mettere i segnali della spazzatura:obbligo di munnezza a destra, divieto di sosta per la munnezza…>

<Al nord, è tutto un’altra cosa, caro Giacchino. Quando sono stato a Milano, addirittura ho visto le guardie che facevano la multa a quelli che buttavano le carte per terra.>

<Eh, ma voi non sapete niente! Ieri sera, al primo canale…a quel programma dove ci stanno il padre e pure il figlio…>

<…e lo Spirito santo, mastro Giuà! Si chiama Supequacc!>

<Eh, proprio quello lì! In tutti i modi, facevano vedere che a Brescia hanno costruito una specie di inceneritore per la munnezza, come ce l’abbiamo pure noi qua, dalle nostre parti. Però, mentre da noi puzzano e buttano fuori aria sporca e fetente, lì invece, al Nord, addirittura ( non so come fanno! ) ci riscaldano l’acqua delle case e pure gli appartamenti! Eh, eh,eh…date retta a me, che ho fatto la campagna di Russia; i nordisti sono come gli ebrei, c’hanno la mente fina!>

<Avete capito proprio bene, mastro Giua’! Eppoi si lamentano di Bossi, della Lega….sapete che vi dico? Secondo me quello ha ragione…loro sono più cristiani di noi, non ci sta niente da fare!>

<Per me, ci vorrebbe Mussolini…tu sporchi, fai la munnezza? Olio di ricino, e così t’impari!>

<Bravo, don Peppino, avete detto proprio bene!>

Don Peppino ritira la pensione. Esce ciondolante dall’ufficio postale. Si mette una caramella rigorosamente all’anice in bocca.

Naturalmente, butta la carta per terra.