Deambulando solvitur, di Vincenzo Benvenuto
Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi. (Italo Calvino)
venerdì 23 gennaio 2026
"La filosofia non è una barba", di Matteo Saudino, Vallardi editore
venerdì 2 gennaio 2026
"La pioggia fa sul serio", di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli, Mondadori
A Casedisopra, in un territorio sferzato da una pioggia da lavacro universale che continua a vomitare smottamenti, ci imbattiamo, nell'ordine, nel geologo Antonelli ufficialmente in paese per studiare le frane (ma per conto di chi?), nell'architetto Bill Holmes innamorato dell'Appennino toscoemiliano e, soprattutto, in sua nipote Betty su cui "Poiana", alias l'ispettore della forestale Marco Gherardini, ha messo (e ben a ragione!) gli occhi.
Al netto delle intemperanze della pioggia e degli squassi che provoca, a Casedisopra la vita scorre più o meno regolare. Ci si ritrova spesso alla trattoria-bar "Da Benito", dove si ha l'occasione, per i tanti singolari personaggi più o meno seivadghi (selvaggi), di confrontarsi sui (pochi) avvenimenti di stagione. Fino a che arriva il fattaccio: il geologo Antonelli sparisce e Amdi, il cameriere di Benito (marocchino? tunisino? sicuramente, però, senza permesso di soggiorno), lo vede allontanarsi nella notte dopo che il forestiero gli ha dato in consegna il suo pc. A poca distanza dalla sparizione, si ha l'uccisione dell' "appartato" Doardo e per poco, sempre con la stessa arma del delitto (uno sfollagente), quella di Nerina la tabaccaia: francamente troppo, per un borgo di poche pretese come quello.
Poiana, malgrado la sua carica di ispettore sì, ma della forestale, è costretto a indagare sui singolari accadimenti, non foss'altro perchè il maresciallo dei carabinieri Stefano Barbara, pur essendo un giovane in gamba, è da troppo poco tempo a Casedisopra per raccapezzarsi tra i paesani e i posti ostici fin dalla toponomastica. Marco Gherardini, invece, è "nato, cresciuto e pasciuto" a Casedisopra, ed è efficacissimo interpetre dell'animo dei compaesani oltrechè conoscitore delle storie di ognuno di loro.
Sullo sfondo (ma manco poi tanto) ci sarebbe una Madonna incinta attribuita addirittura a Piero della Francesca poi trasformata, per scampare ai fumi eretici rinfocolati dal Concilio di Trento, nella Madonna col Bambino; così come un giacimento metanifero proprio a Casedisopra che potrebbe solleticare parecchi appetiti.
La forestale e i carabinieri, molto spesso scambiandosi i ruoli, cercano di raccapezzarsi alla bell'e meglio, trovandosi non di rado impelagati nel più classico gioco degli specchi: il Gherardini e il Barbara infatti, anzichè concentrarsi su ciò che hanno davanti, vengono continuamente dirottati dagli avvenimenti (orchestrati ad arte) a guardarsi alle spalle. E ciò fino a quando Poiana, grazie anche alle dritte di Fonzo Vitali e Adùmas (l'ex bracconiere amante della montagna che deve il suo nome al frontespizio del romanzo I tre moschettieri scritto, per l'appunto, da A.Dumas), non scopre esecutori e mandante.
A indagine conclusa, un addio e un compleanno, rispettivamente da Poiana e di Poiana. Ma siamo proprio sicuri che l'addio sia definitivo?
A Casedisopra, nulla è come appare. Da sempre.
martedì 23 dicembre 2025
"Miss Marple al Bertram Hotel", di Agatha Christie, Mondadori
Ci sono dei posti, nel caso specifico delle strutture, in cui ogni sforzo (della proprietà, di chi ci lavora, dei clienti) è volto a conservare il passato. Le migliorie, gli adattamenti, quando proprio è necessario che ci siano, devono e vogliono essere impercettibili. E il famigerato Bertram Hotel rientra proprio in questa casistica. Eppure, l'atmosfera ostentatamente "sotto naftalina", cela qualcosa di inquietante che lo stile edoardiano non ce la fa a racchiudere del tutto.
Manco a dirlo, l'arzilla Miss Marple si trova proprio qui, per trascorrere qualche settimana di svago sulle orme della propria gioventù. Oddio, l'intenzione di cullarsi nel tempo passato ci sarebbe pure, se non fosse che l'eco di alcune grosse rapine oltrepassa anche le vittoriane (?) mura del Bertram.
Tra gli ospiti, la scavezzacollo Bess Sedgwick la cui vita è un continuo colpo di scena tra mariti lasciati e presi, imprese che vengono portate a termine proprio quando si pensava che no, non sarebbe stato possibile condurle al capolinea.
Superata la sorpresa di trovarla in un posto troppo stridente con la sua indole, ci si imbatte nella figlia di Bess, Elvira, accompagnata dal suo tutore, che si è voluto tenere lontano quanto più possibile dalle intemperanze della mamma. Ma perchè è qui al Bertram? E che ci fa il pilota scavezzacollo Ladislaus Malinowski che entra ed esce a suo piacimento dall'hotel? Se a queste presenze si aggiunge anche quella dello svampito canonico Pennyfather che scompare per poi ricomparire a distanza di qualche giorno più svampito del solito, qualche dubbio ci viene; soprattutto, viene a Miss Marple, decisa ormai a vederci chiaro oltre le cortine fumogene del Bertram Hotel. La famigerata vecchiettà, però, non è la sola che vuole saperne di più: papà Devy, l'ispettore dalla complessione contadinesca il cui fiuto è davvero apprezzabile, è sicuro che niente di ciò che accade tra le mura dell'albergo è davvero come sembra. Quando poi, tra le nebbie spesse di una serata inglese, partono un paio di spari che uccidono chi (forse) non avrebbero dovuto, la finzione azzimata del Bertram comincia a essere squarciata. E l'elegante hotel "dignitoso, privo di ostentazione, quietamente costoso", si rivelerà la migliore incarnazione del "senso di inquietudine" avvertito proprio dall'ineffabile Miss Marple. Prima di tutti, e con maggiore nitidezza degli altri.
mercoledì 15 ottobre 2025
"10 e non più di 10" #49
All'ingresso, questuanti allampanati per associazioni moltiplicatrici di sensi di colpa.
Si apre la porta automatica, e un quadrilatero di cibi fast assalgono narici e fomentano appetiti.
Nel serpentone scandito da insegne lisergiche, pit-stop telefonici, luce-gas-acqua a prova, nell'ordine, di incontinenze verbali, deflagrazioni atomiche, fuochi vestali, diluvi biblici.
Ai crocevia dei punto luce, un paio di auto medio/piccole (da guardare, da abitare) che non bramano altro che le tue "chiavi in mano".
Dappertutto, caterve di sconti monstre, articoli che puntellano la tua esostruttura, puzzo "nonna inacidita" di plastiche&pezze.
venerdì 3 ottobre 2025
"10 e non più di 10" #48
Quello che non si vuole (essere, diventare).
La cancrena che ogni arto vuole evitare.
L'oscurantismo vomitato dal rigurgito della Storia.
"La donna dalla costola dell'uomo".
"La Terra al centro dell'Universo".
"Il malleus maleficarum".
"L'assurdità dell'evoluzione della specie".
"L'umanità divisa in razze".
"Gli ebrei carnefici del Cristo".
Gioco dell'oca: gli ebrei...e un ebreo che insudicia l'Olocausto; che desalinizza l'umanità.
venerdì 26 settembre 2025
"10 e non più di 10" #47
"Uno vale diecimila": aforisma, questo, attribuito a Eraclito, a significare che la vita di un sapiente vale quella di diecimila persone mediocri. E ciò che vale per la vita, può valere benissimo per la morte.
La morte di un bambino gazawi, con i suoi sogni intombati sotto macerie di disumanità, vale mille morti di chi istiga all'odio, al razzismo, allo sfregio dei diritti umani.
Ci sono delle morti che straziano l'animo al netto delle quantità.
Ci sono delle morti ascrivibili solo all'ordinario cordoglio. A prescindere dalla condanna per le modalità.
Finchè ci saranno "ma" e "però" ci sarà discrimine.
mercoledì 17 settembre 2025
"10 e non più di 10" #46
Silenzio, perchè ogni parola che non sia un gesto concreto di opposizione, non ha senso. E chi prova a introdurre qualche avversativa o a gettare il seme di un distinguo, che venga inchiodato mani e piedi alla croce dell'aberrazione.
Non c'è nessuna mela di Adamo ed Eva: il peccato mortale, da cui nessun battesimo potrà mai mondarci, origina dal genocidio di Gaza. Come da quello avvenuto nei campi di concentramento.
I martiri dell'Olocausto si arruolano nel Terzo Reich.
Silenzio, e luce spenta sull'umanità.
"La filosofia non è una barba", di Matteo Saudino, Vallardi editore
Già molto tempo prima della pandemia da Covid-19, a Matteo Saudino , brillante professore piemontese, venne in mente di filmare l...
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"...perchè sapeva che se avesse ceduto su un unico punto, nulla lo avrebbe più fermato". E Kees Popinga , l'irrepr...
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Ferito e abbandonato durante la battaglia di Austerlitz (1805), al principe Andrej Bolkonskij capita di guardare il cielo...
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Soave Inticchi , segretario del sindacato dei panettieri di Como, vuole organizzare una gita in battello in quel di Bellano . L...





