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Wake up, sì al referendum del 17 aprile

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http://zon.it/wake-si-al-referendum-del-17-aprile-                                                  Per il referendum del 17 aprile, niente di meglio che far proprio l’invito del rapper salernitano Rocco Hunt ( Wake up ) e declinarlo in una valanga di sì Sì contro le solite, stucchevoli manfrine da cerchiobottisti che infiniti lutti addusse all’ambiente. A cosa mi riferisco? Basta pensare al mamma li turchi urlato dagli occhi sgriddati dei piddini (solo dagli occhi, per carità, chè una parola in tal senso avrebbe incorporato del tutto Verdini nel pantheon del partito ) al solo timore che alle concessioni pro trivelle potesse essere affibbiato un termine; ma mi riferisco anche al silenzio imbarazzante e imbarazzato dei media sul referendum del 1...

Il mirabil topolino di Gramsci

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La recente dichiarazione degli esperti delle Nazioni unite sul riscaldamento globale , è stata fin troppo chiara: ci restano 12 anni prima del disastro. Prima, cioè, che il superamento dei fatidici 1,5 gradi arrechino cambiamenti irreversibili a tutto l’ecosistema. Eppure una strategia per evitare la débâcle ambientale , ci sarebbe. Siamo nel giugno del   1931. Dal carcere di Turi in cui si trova a scontare la pena inflittagli il 4 giugno del 1928 (20 anni, 4 mesi e 5 giorni di reclusione), Antonio Gramsci scrive alla moglie Giulia. Il cervello che, secondo la requisitoria del PM Isgrò, per vent’anni si doveva assolutamente impedire di far funzionare , vuole raccontare, per il tramite di Giulia, una favola ai suoi due figli, Delio e Giuliano . Si riserva uno spazio nella lettera alla moglie nel quale provvede a scriverla. C’era una volta un topolino . O meglio, prima del topolino, c’era un bambino che dormiva. Sulla tavola al centro della storia, un...

Per la Salerno di tutti, Rifondazione Comunista c'è

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C’è qualcosa che non quadra, che sfugge al rassicurante luogo comune. Cosa? Beh, innanzitutto l’ubicazione della sede. Dico io, siete comunisti ? E allora, per la barba di Marx , dovreste ritrovarvi in un cantuccio oscuro e cospirativo , in una via che quantomeno evochi officine e quarto stato (non per niente, la sede nazionale si chiamava, a ragione, Botteghe oscure! ). E invece trovo Rifondazione Comunista di fronte all’istituto tecnico Trani, in un palazzo dall’atrio luminoso(!) ubicato in via Gelso(!!). A me non la fanno. Prima di citofonare cerco un significato recondito, cabalistico, subliminale del termine gelso : saggezza, simbolo dell’amore imperituro tra Piramo e Tisbe . Alquanto contrariato, arrivo al portone. Mi apre un ragazzo sui vent’anni, sorridente, che mi fa segno di “parlare piano”, indicandomi una stanza chiusa. “Bingo! Passi il ragazzo dall’aspetto gentile, ma lì c’è odore di setta segreta contro i plutocrati salernitani .” <Oltre quella stanza – ...

Porto di Salerno:l'insostenibile leggerezza dell'accorpamento

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  Porto di Salerno: sto aspettando il mio uomo al Bar Dogana Come, infatti, nell’antichità i Fenici si orientavano in mare, di notte, grazie all’ Orsa Minore , allo stesso modo io, per raccapezzarmi nel microcosmo portuale , ho bisogno di un contatto: nella fattispecie, dell’ottimo Massimo Grimaldi , responsabile Yard e Gates del porto di Salerno. Arriva trafelato, sempre inseguito dalle voci gracchianti della radio in dotazione. Una stretta di mano, un caffè e via. Giusto il tempo di circumnavigare il “Giù le mani dal porto di Salerno” e il “A difesa della nostra città” dei rimorchi blu e arancio testimoni della protesta , che arriviamo all’ingresso. Il porto spalanca le sue fauci e m’inghiottisce con il suo caravanserraglio di sensazioni. Sembra di essere all’interno dell’ Etna , nella fucina di Efesto . I lavoratori, i container, le gru, le stive delle navi, tutto insomma, è ostaggio di un’ ordinata alacrità . Voglio conferme alle mie impressioni. I...

Lo spazzino di Santa Teresa e i rioni collinari

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A tutti i salernitani sarà capitato, in quest’inverno che sembra finalmente avercela fatta a recuperare i suoi rigori, di farsi una capatina sulla spiaggia di Santa Teresa . Di che parliamo, per i non salernitani? Col freddo linguaggio dell’occhio egualmente inesperto e incompetente (il mio), nient’altro che di una pedana di legno più o meno ingombrante , inchiavardata ( con bulloni conficcati alla comevieneviene ) su una sottostruttura di cemento ; con il verso sempre torrido di suggestioni della poesia invece, ci riferiamo al Sacro Graal per il cavaliere templare , a La Mecca per i musulmani , all’uva sultanina per la volpe . Insomma, per chi non fosse di Salerno , la spiaggia di Santa Teresa è come lo studio di Barbara D’Urso : o lo frequenti o non conti un cazzo. Ebbene, su questa lingua lignea consacrata agli allori dello struscio cittadino , ho incontrato la presenza : tra decine e decine di K-Way e Colmar sciorinati al sole , mi si è materializzato lui, lo Spazzin...

Acquisto di scarpe con le migliori intenzioni

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Già dalla porta d’ingresso del megastore, inspiro l’aria contaminata da cuoio pressato, plastica traslucida, gomma avveniristica: è giunto il momento di comprare le scarpe È già tutto deciso. Imbottito, nell’ordine, dai desiderata con retrogusto ammonitorio della fidanzata (“Le scarpe è opportuno comprarle buone, alte, alla moda…eppoi, per te che ci cammini tanto…resistenti, per carità!”), dalle minacce “defenestratorie” della madre (“Vedi come te lo dico, se ti compri di nuovo quelle scarpe strascinate, mo che vieni a casa, t’è vott’ a copp’abbasc, parola d’onore!”) e dalle lusinghe fricchettone dell’amico (“Con questo modello, che poi è l’unico modello che si porta, fai un’altra figura…altro che cu ‘sti pezze ca “attirano ‘sulamente scuorno”); ebbene, come dicevo, con il libero arbitrio proprio dell’operaio da catena di montaggio, mi accingo a compiere la ferale operazione. Il tragitto è obbligato. Le prime tre file di scatole, rispettivamente per i nullatenent...

Maurizio Sarri e i calli del pianista

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Maurizio Sarri…e lo so che mo voi, lettori assidui di questo scribacchino, volete sapere che c’azzecca l’allenatore del Napoli con i calli del pianista, ma se avete soltanto un briciolo di pazienza (cosa non si fa per generare un po’ di suspence!), il busillis “ l’è bello” che chiarito. Procediamo per gradi. La prima volta che sento associare il nome di Sarri al Napoli, è da parte di Pasqualino, napoletano pur residente ad Angri, avvocato nonostante  il suo cursus studiorum   si sia incagliato nelle secche delle due procedure. Ebbene il caustico Pasqualino così sentenzia alla ferale notizia: <Allenatore mediocre, squadra mediocre: chi si assomiglia, si piglia.> Al mio cervello alternativo, invece, Maurizio Sarri evoca due aneddoti . Il primo, sicuramente vero perché raccontato da lui stesso, quando  Samuel Eto’o , al termine della partita Empoli-Sampdoria , si dichiara onorato di conoscere il mister e Sarri, con quel brio toscano contaminato ...