venerdì 22 novembre 2024

"Canta Carosone", a cura di Gino Castaldo e Antonio Tricomi

    





Canta Carosone è il titolo di questo libro, nel ventesimo anniversario dalla scomparsa del geniale cantante-pianista-compositore Renato Carosone

Il titolo, ça va sans dire, fa il verso all'onnipresente "Canta Napoli!" che il talentuoso imbonitore/pazzariello Gegè Di Giacomo faceva precedere a ogni pezzo.

Come risulta chiaramente dalle pagine dell'opera, la vita e la carriera dell'artista sono improntate alla più disarmante originalità. 

Per quanto riguarda la sua biografia, basti pensare alla decisione di Renato di arruolarsi volontario nel terzo battaglione granatieri di stanza in Africa. Qui conosce la ballerina veneta Italia Levidi, detta Lita, di cui s'innamora follemente nonostante (scandalo per l'epoca!) la sua condizione di ragazza madre. E Pino, il figlio di Lita di cinque anni, resterà il suo unico figlio. 

A Lita dedicherà l'intensa Maruzzella, la sua prima canzone di successo.

Come non menzionare poi, sempre in tema di originalità, la scelta improvvisa e folle per una certa logica commerciale, di abbandonare la carriera al culmine del successo discografico? E sì perchè l'artista napoletano, quando annuncia il ritiro dalle scene (settembre 1959) a soli 39 anni, è una star internazionale, con molti brani primi in classifica (l'arrembante Torero, ad esempio, rimane per due settimane in testa alle classifiche Usa ed è tradotta in ben dodici lingue).

E cosa vi è di originale nella carriera dell'artista dalle "mani staccate dal corpo"?

Innanzitutto le sue canzoni che sostituiscono l'imperante "malinconia da bastonate" (Erri De Luca) con la contaminazione tambureggiante e irriverente. Con alla base però, sempre una profonda conoscenza del pianoforte (a 14 anni sostiene e supera l'esame di V anno al Conservatorio di San Pietro a Majella) e una solida cultura musicale. Prova di questo assunto, è la geniale parodia di un pezzo strappacuore di Gino Latilla, piazzatosi a Sanremo al terzo posto. Ebbene, allo struggente refrain E la barca tornò sola, il virtuoso pianista aggiunge un rivoluzionario E a me che me ne importa declamato, manco a dirlo, dallo scenografico Gegè.

Un'altra prova della sua originalità professionale, è il fatto di essere stato un pecursore di quella che oggi si chiamerebbe "world music", con alle spalle una solida formazione classica (e il Pianofortissimo della maturità, vera summa di tecnica pianistica, è lì a dimostrarlo) quasi nascosta nella sua indole schiva e bonaria, lontana anni luce da certa napoletanità sguaiata da operetta.

Il libro infine raccoglie numerose testimonianze di artisti e amici (Renzo Arbore, Edoardo Bennato, Pino Daniele, Giovanni Block, Gigi D'Alessio, Enzo Avitabile, Stefano Bollani, Rosario Fiorello, etc.) che l'hanno conosciuto, hanno suonato con lui, o sono stati semplicemente ispirati e affascinati dalle sue canzoni immortali: tra le tante, Tu vuo' fà l'americano, 'O Sarracino, Pigliate 'na pastiglia, Caravan Petrol. Senza contare i tanti classici (Io mammeta e tu, Lazzarella, La donna riccia, Malafemmena) messi in repertorio ma rivisitati alla sua maniera; alla maniera cioè inconfondibile e sublime del maestro Carosone, la cui "mano destra è un cecchino, la sinistra è una farfalla dalle ali di piombo. La destra il week-end, la sinistra tutto il resto della settimana" (Joe Barbieri).

venerdì 15 novembre 2024

10 e non più di 10 #27

    


    @tutti

    E le irrilevanze ingolfano notifiche

    @tutti

    E il navigatore si fa divo

    @tutti

    E il vojeurismo s'incista nell'essere

    @tutti

    E il Super-Io si sublima 

    @tutti

    E il totalsocialismo pianta stendardi

venerdì 8 novembre 2024

"Poirot e la strage degli innocenti", di Agatha Christie (trad. Chiara Libero)

    



    Premessa: il titolo di questo libro, in realtà, è il titolo del film tratto dal libro Poirot e la strage degli innocenti (Hallowe'en Party).

    Siamo a una festa di Hallowen in una cittadina di provincia.     A casa della signora Drake, donna energica e autoritaria, vengono organizzati una serie di intrattenimenti per i giovani e giovanissimi invitati. 

    Al termine dell'ultimo gioco della serata, lo snapdragon (in un vassoio pieno di brandy in fiamme galleggiano tanti chicchi di uva sultanina che devono essere afferrati dai giocatori, evitando di scottarsi), i ragazzi si accingono ad andar via, quando vi è la macabra scoperta: in biblioteca, dov'era posizionata la bacinella per il gioco delle mele, la piccola Joyce viene trovata morta. Con la testa tra le mele. Affogata.

    Quando si parla di mele nei libri incentrati sulla figura di Poirot, si finisce per imbattersi, in un modo o nell'altro, nella generosa ed esuberante Ariadne Oliver golosa, per l'appunto, di mele. Amica dell'investigatore belga e giallista di successo, è proprio Ariadne che si rivolge a Poirot per scoprire l'assasino della giovanissima Joyce e il movente.

    Al Nostro non resta che partire dai pochi elementi in suo possesso, ottenuti anche grazie all'aiuto di una nostra vecchia conoscenza: il sovrintendente Spence, già incontrato in Fermate il boia.

    A conti fatti i dati su cui avviare l'indagine sono i seguenti: la vittima era invisa un po' a tutti; era una bugiarda matricolata; durante i preparativi della festa, Joyce aveva rivelato che qualche anno addietro aveva assistito a un omicidio.

    Poirot, allora, viene a conoscenza di una serie di avvenimenti che poi, una volta sapientamente collegati, non possono che portare alla soluzione del mistero: la vecchia signora Llewellyn-Smythe che improvvisamente muore e che, del tutto inopinatamente, lascia tutte le ragguardevoli sostanze alla ragazza au pair; quest'ultima che, dopo essere stata accusata di aver falsificato il testamento, scompare senza lasciare la benchè minima traccia di sè; il "giardino infossato" della signora Llewellyn-Smythe, vero e proprio capolavoro di botanica realizzato dal bellissimo Michael Garfield; la piccola Miranda, enigmatica e profonda come una dea dei boschi; un pozzo "mistico" che custodisce segreti...Ding dong, che puzzo! Il micio è dentro al pozzo.

    Qualche volta, la strada per la perfezione e il bello a ogni costo, è lastricata di morte.

    Come sempre, Hercule Poirot vincerà la sfida. Per nulla facile, in verità.

venerdì 1 novembre 2024

10 e non più di 10 #26


 

Era bellissima, "proprio oggi che..."

«È un superbo brufolo. Non lo toccare. Tra tre giorni maturerà».

Ha insistito per vedermi ogni giorno. 

L'indomani avremmo "quagliato": i suoi non c'erano, casa libera. Alludeva, mi allettava, e continuava a guardare la parte alta della fronte.

          La mattina del terzo giorno, lì in alto, un cratere innevato. Un obbrobrio. Ho poggiato i due indici alla sua base e...splat!

          Mi ha ordinato di confinare la parte alta della fronte nella telecamerina del citofono. Sto da un'ora sotto al portone. Non ha risposto più.